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Coach Adamo a Bologna: ritrovare la propria direzione

Coach Adamo a Bologna: ritrovare la propria direzione

Il 16 settembre, Coach Adamo, direttore dell’ecosistema Master Coach Italia, ha condotto a Bologna un percorso di coaching esperienziale nell’ambito di Atelier della Mente presso l’Atelier Tubertini di Anna Capraro, ex allieva dell’ecosistema. L’incontro, intitolato «E se fermarti fosse la decisione più importante?», ha invitato i partecipanti a rallentare il ritmo quotidiano, osservare le proprie abitudini e dedicare spazio alle decisioni da prendere.

In questo articolo approfondiremo come si è svolta l’esperienza e perché fermarsi, cambiare prospettiva e ascoltare le proprie esigenze può diventare un punto di partenza per vivere con maggiore consapevolezza. Un tema particolarmente significativo anche per chi si interroga sulla propria direzione personale e professionale, sui propri valori e su ciò che desidera portare nel mondo.

Coaching esperienziale a Bologna: l’incontro di Atelier della Mente

Come conciliare il ritmo della quotidianità con la necessità di comprendere ciò che desideriamo davvero? È da questa domanda che ha preso forma l’esperienza condotta da Coach Adamo a Bologna, presso Atelier Tubertini, nell’ambito del progetto Atelier della Mente.

Il titolo dell’incontro, «E se fermarti fosse la decisione più importante?», propone una riflessione su un comportamento spesso trascurato: la tendenza a continuare a fare, rispondere alle richieste e perseguire obiettivi senza concedersi il tempo necessario per capire se la direzione intrapresa sia ancora coerente con le proprie esigenze.

Durante il percorso, gli ambienti dell’Atelier, le opere d’arte e gli oggetti presenti sono diventati strumenti di osservazione e riflessione. I partecipanti sono stati accompagnati a esplorare situazioni personali attraverso stimoli concreti, sperimentando prospettive differenti rispetto a quelle abituali.

L’esperienza ha così trasformato uno spazio dedicato all’arte in un’occasione per interrogarsi sulle proprie scelte, sul modo di affrontare le difficoltà e sulle possibilità di cambiamento.

Perché fermarsi aiuta a conoscere meglio sé stessi

Nella vita quotidiana è facile lasciarsi guidare dalle abitudini, dalle aspettative degli altri e dalle responsabilità. Si portano avanti impegni, si raggiungono traguardi e si affrontano nuove sfide, ma non sempre ci si domanda se ciò che si sta facendo rispecchi davvero i propri valori e le proprie aspirazioni.

Fermarsi non significa rinunciare ai propri obiettivi. Significa creare uno spazio per osservarli con maggiore lucidità e comprendere quali motivazioni li sostengono.

Questo passaggio è importante quando si attraversa una fase di cambiamento, si valuta una scelta professionale o si avverte la necessità di dare una direzione diversa alla propria vita. Prima di cercare nuove risposte, può essere utile esplorare le domande che spesso rimangono in secondo piano:

  • Che cosa è davvero importante per me in questo momento?
  • Le scelte che sto facendo sono coerenti con i miei valori?
  • Quali attività mi fanno sentire coinvolto e partecipe?
  • Sto perseguendo un obiettivo che sento mio oppure sto cercando di soddisfare aspettative esterne?
  • Che cosa vorrei cambiare, se mi concedessi la possibilità di scegliere con maggiore consapevolezza?

Non è necessario trovare subito tutte le risposte. Il primo passo consiste nel riconoscere ciò che merita attenzione, senza giudicarsi e senza pretendere di avere immediatamente una direzione definitiva.

Dalla consapevolezza alla ricerca del proprio Ikigai

La capacità di ascoltarsi e interrogarsi sulle proprie scelte è strettamente collegata al percorso di ricerca di una direzione personale e professionale significativa.

In questo senso, l’esperienza di Bologna offre spunti di riflessione anche per chi si avvicina al concetto di Ikigai, spesso associato alla ricerca di ciò che dà significato alla vita e rende le proprie giornate degne di essere vissute.

Esplorare il proprio Ikigai non significa necessariamente individuare una sola vocazione o trovare immediatamente il lavoro perfetto. Può significare, piuttosto, comprendere meglio ciò che ci motiva, riconoscere le attività in cui esprimiamo le nostre capacità e interrogarsi sul contributo che desideriamo offrire attraverso le nostre scelte.

Per avviare questa esplorazione, può essere utile riflettere su alcuni aspetti:

  • Interessi e passioni: quali attività suscitano la mia curiosità e mi fanno sentire coinvolto?
  • Talenti e risorse: quali capacità personali posso valorizzare nella vita quotidiana e professionale?
  • Valori: quali principi desidero rispettare nelle mie decisioni?
  • Contributo: in che modo posso mettere a disposizione degli altri ciò che so fare e ciò che ho imparato?

Queste domande non costituiscono una formula rigida né garantiscono una risposta immediata. Sono strumenti di esplorazione che possono aiutare a individuare connessioni tra ciò che siamo, ciò che facciamo e ciò che desideriamo costruire. A volte una nuova prospettiva nasce proprio quando interrompiamo il ritmo abituale e ci concediamo il tempo di osservare ciò che prima davamo per scontato.

Trasformare le riflessioni in scelte concrete

La consapevolezza acquista valore quando può tradursi in comportamenti e decisioni nella vita reale. Comprendere meglio i propri desideri, infatti, non significa automaticamente sapere come realizzarli. Tra ciò che si riconosce come importante e ciò che si riesce a fare possono esserci dubbi, timori, abitudini consolidate e difficoltà pratiche.

Applicare una riflessione alla propria quotidianità permette di passare da una domanda generale a un possibile passo da compiere. Per esempio, chi desidera cambiare direzione professionale può iniziare dedicando del tempo a esplorare le proprie competenze e i propri interessi, chi sente di trascurare una passione può individuare un momento della settimana da riservarle o chi deve prendere una decisione può chiarire quali valori desidera tenere presenti.

Un esercizio utile consiste nel rispondere per iscritto a queste domande:

  1. Che cosa desidero comprendere meglio? Individua una situazione personale o professionale che richiede attenzione.
  2. Che cosa conta davvero per me? Riconosci i valori, i bisogni e le motivazioni coinvolti.
  3. Quali possibilità posso prendere in considerazione? Prova a osservare la situazione da una prospettiva diversa, senza fermarti alla prima soluzione.
  4. Quale piccolo passo posso compiere? Individua un’azione concreta, realistica e coerente con ciò che hai riconosciuto.

Un cambiamento significativo comincia da una decisione circoscritta, ma presa con maggiore consapevolezza.

Coach Adamo e l’ecosistema Master Coach Italia

Coach Adamo è direttore dell’ecosistema Master Coach Italia, una realtà che riunisce scuole e progetti dedicati a differenti ambiti dello sviluppo personale e professionale.

L’ecosistema comprende Ikigai Coach, Sport Coach Italia e Parent Coaching, oltre al progetto Movimento Talento, accomunati dall’attenzione alla crescita delle persone e alla valorizzazione delle loro risorse.

Nel contesto dell’Ikigai coaching, la riflessione sull’identità, sui talenti, sui valori e sulle aspirazioni può diventare un punto di partenza per accompagnare le persone nella ricerca di una direzione più coerente con ciò che sentono importante.

L’esperienza condotta da Coach Adamo a Bologna, attraverso Atelier della Mente, richiama proprio il valore di creare occasioni in cui fermarsi, osservare e sperimentare nuovi modi di interpretare la propria esperienza.

Trovare la propria direzione significa imparare a riconoscere ciò che conta e compiere scelte sempre più consapevoli.

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