Ci sono momenti in cui impariamo moltissimo e, nonostante questo, continuiamo a non sapere bene cosa farne.
Leggiamo libri, frequentiamo corsi, partecipiamo a workshop, ascoltiamo podcast, raccogliamo strumenti e nuove prospettive. La nostra conoscenza cresce, ma quando arriva il momento di scegliere una direzione o trasformare ciò che abbiamo imparato in un passo concreto, possono emergere dubbi e incertezze.
Perché conoscere qualcosa non significa automaticamente saperla applicare alla propria vita. Anche quando abbiamo acquisito nuove competenze o abbiamo riflettuto a lungo su ciò che ci piace, sui nostri talenti e sui nostri valori, resta una domanda: come trasformare tutto questo in una direzione che abbia senso per noi?
In questo articolo vedremo come formazione e Ikigai Coaching possano incontrarsi nell’aiutare la persona a trasformare ciò che apprende in maggiore consapevolezza, scelte e azioni concrete.
La formazione: dalla conoscenza alla possibilità di cambiare
La formazione può aprire possibilità e permetterci di acquisire competenze, conoscere nuovi punti di vista, mettere in discussione convinzioni che davamo per scontate e scoprire aspetti di noi che non avevamo ancora considerato, ma frequentare un corso o acquisire una nuova conoscenza non significa necessariamente sapere come utilizzarla nella propria vita.
Possiamo imparare a comunicare meglio e continuare ad avere difficoltà nel farlo in una situazione concreta. Possiamo conoscere nuovi strumenti di lavoro e non sapere quale utilizzare. Possiamo scoprire di avere determinate capacità e, allo stesso tempo, non capire in quale direzione orientarle.
La formazione, quindi, può rappresentare un punto di partenza, ma il passaggio dalla conoscenza all’azione richiede anche uno spazio di riflessione:
- Cosa significa ciò che ho imparato per me?
- Come posso utilizzarlo?
- In quale direzione voglio portarlo?
Sono domande che riportano l’apprendimento alla persona e alla sua realtà.
Dalla conoscenza alla direzione: il ruolo dell’Ikigai Coaching
L’obiettivo dell’ikigai coach non è aggiungere altre informazioni, ma aiutare la persona a fare ordine tra ciò che ha scoperto, ciò che desidera e le possibilità che ha davanti.
Cosa mi appassiona davvero? Quali sono i miei talenti? Quali valori voglio esprimere? Quali attività mi fanno sentire coinvolto? Che tipo di contributo vorrei dare? Quali possibilità professionali o personali potrebbero essere coerenti con tutto questo?
Il coaching non fornisce una risposta già pronta. Attraverso domande, ascolto e riflessione, può aiutare la persona a costruire maggiore consapevolezza e a individuare una direzione che senta propria.
Questo è particolarmente importante quando ci troviamo davanti a molte possibilità. Avere tanti interessi, competenze o idee può essere una ricchezza, ma può anche rendere più difficile scegliere da dove cominciare. Il problema, allora, non è necessariamente trovare una possibilità, ma comprendere quali possibilità sono maggiormente coerenti con ciò che siamo e con ciò che vogliamo costruire.
L’Ikigai Coaching può diventare uno spazio in cui collegare questi elementi e trasformare una maggiore conoscenza di sé in una direzione più concreta.
Formazione e Ikigai Coaching: due strumenti che possono integrarsi
Formazione e coaching non svolgono la stessa funzione.
La formazione può offrire conoscenze, competenze e strumenti. Il coaching può aiutare la persona a interrogarsi su come tutto questo si inserisca nella propria storia, nel proprio presente e nei propri obiettivi.
Pensiamo, per esempio, a una persona che frequenta un corso per acquisire una nuova competenza professionale. Alla fine del percorso potrebbe avere imparato moltissimo. Ma potrebbe anche ritrovarsi con nuove domande: Voglio davvero utilizzare questa competenza? In quale contesto? Potrebbe diventare parte del mio lavoro? È coerente con ciò che mi interessa?
Non è detto che la risposta sia immediata. L’Ikigai Coaching aiuta a esplorare proprio queste domande, mettendo in relazione talenti, passioni, valori, aspirazioni e possibilità concrete.
In questo senso, la formazione può ampliare ciò che sappiamo fare, mentre il coaching può aiutarci a comprendere dove e perché vogliamo portare ciò che abbiamo imparato. L’apprendimento diventa così non soltanto acquisizione di competenze, ma occasione per conoscersi meglio e orientare le proprie scelte.
Dalla consapevolezza all’azione: trasformare ciò che abbiamo imparato
Conoscere meglio se stessi è importante, ma la consapevolezza da sola non produce necessariamente un cambiamento.
A un certo punto arriva la necessità di scegliere:
- Quale direzione voglio esplorare?
- Qual è il primo passo possibile?
- Cosa posso sperimentare?
- Quale decisione sto rimandando?
- Quali paure o convinzioni stanno influenzando le mie scelte?
Il passaggio all’azione non significa avere tutto chiaro prima di cominciare, a volte una direzione diventa più chiara proprio mentre la sperimentiamo. Possiamo partire da un piccolo progetto, parlare con una persona che svolge un’attività che ci interessa, mettere alla prova una competenza, dedicare tempo a un’attività che sentiamo significativa o semplicemente osservare come ci sentiamo mentre facciamo qualcosa di nuovo.
L’obiettivo non è trovare immediatamente la risposta definitiva alla domanda “Cosa voglio fare nella vita?”.
Può essere più utile imparare a formulare domande che ci permettano di procedere: “Cosa voglio esplorare adesso?”, “Cosa mi somiglia?”, “Quale possibilità voglio verificare?”
È così che la consapevolezza può diventare movimento.
Come trasformare la formazione in una direzione concreta
Alla fine di un percorso formativo, una domanda utile non è soltanto “Quanto ho imparato?”, ma anche “Cosa cambia per me a partire da ciò che ho imparato?”
Quali nuove possibilità vedo? Cosa ho scoperto sui miei talenti? Quali valori sono emersi? Quali attività mi hanno coinvolto maggiormente? Cosa vorrei approfondire? Quale passo concreto posso compiere?
Sono domande che permettono di collegare formazione, consapevolezza e azione.
È anche uno dei motivi per cui formazione e Ikigai coaching possono dialogare: la prima amplia conoscenze e competenze, mentre il secondo aiuta la persona a collegarle alla propria identità, alle proprie aspirazioni e alla direzione che desidera dare alla propria vita.
Per approfondire il tema della formazione e riflettere su come il mondo della formazione stia cambiando, leggi il documento estratto dalla tavola rotonda con ESTE a cui ha partecipato il direttore, Coach Adamo “Formazione, c’è ancora molto da imparare” (Persone&Conoscenze n. 191, 2026).
Un approfondimento che permette di ampliare lo sguardo sul valore della formazione e sul rapporto tra apprendimento, cambiamento e applicazione concreta.
Perché imparare può aprire nuove possibilità. Ma è quando riusciamo a collegare ciò che abbiamo imparato a chi siamo, a ciò che desideriamo e alle scelte che facciamo che la formazione può diventare parte del nostro percorso.